
Web Ring ~ La Congrega degli Eloquenti

Forum ~ La Casa di Tespi

domenica, 29 aprile 2007
Merci, douce Ly.
Uno splendido dono, tra i più graditi.

LestatTheVampire
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19:48
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Categoria:
vampire chronicles, doni e gioielli

sabato, 28 aprile 2007
Amabili creature che albergate in questo luogo, lasciate che vi inviti approfittando indegnamente della generosa ospitalità del nostro anfitrione Lestat, su un delizioso sito. Vi aspetto numerosi, non deludetemi.
dreamfoolstars.wordpress.com/

LexiaBlade
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18:28
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luceia, attraversolestat

mercoledì, 25 aprile 2007
Sapevo che erano arrivati. Il pensiero di Magnus mi riportò all’ombra scura che mi aveva sfiorato a Saint-Denis. “Ci bussa? E che è di me se ogni suono “Ci bussa? E che è di me se ogni suono Era Armand che con un braccio cingeva Erick, e con l’altro sosteneva Claudia.
Era inconfondibile Armand a Parigi. Sentire la sua presenza in città me lo aveva fatto tornare in mente pallido e avvolto dai pizzi neri, mangiati dalle tarme, mentre assediava la torre di Magnus.
mi terrorizza? Che mani sono queste
che mi strappano gli occhi?”
Erano arrivati la notte precedente. Con il cherubino erano giunti la mia piccola Claudia e lui, Erick. Il violinista fanciullo di cui Nicki si era infatuato in una notte romana e al quale entrambi avevamo dato il Dono Oscuro, in un gesto d’unione. Il pensiero di rivederlo mi increspò le labbra in un sorriso. Era arrivato anche Janusz. Ma quello lo sapevo con certezza.
Anche Janusz, a suo modo, mi ricordava i versi del MacBeth.
mi terrorizza? Che mani sono queste
che mi strappano gli occhi?”
Il lamento dell’ultimo accordo di una chitarra elettrica. Il violino di Nicolas. Mi girai verso di lui e sorrisi. Aveva appoggiato lo strumento sul pianoforte, a fondale, quando aveva accompagnato alla porta Angelique e Arlequin. Poi si era seduto in prima fila, su una delle poltroncine. Rosse e scure come il sangue. Aveva sulle ginocchia Byron, il gatto che avevamo raccolto per la strada la settimana prima. Magro, tutto pelo. Rosso anche lui. Con gli occhi grandi e spaventati di chi ancora non ha capito cosa gli succederà. Nicolas lo accarezzava, piano, con un mezzo sorriso assorto.
Fu in quel momento che bussarono alla grande porta blindata che dava l’ingresso al teatro di Renaud.
“Ci bussa? E che è di me se ogni suono
mi terrorizza? Che mani sono queste
che mi strappano gli occhi?”
Mi tesi, ma per un istante soltanto. Non era il vento denso di Saint-Denis.

LestatTheVampire
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23:29
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nuove cronache

lunedì, 23 aprile 2007
Adorate Dame e Magnifici Signori, Accorrete numerosi, vi aspettiamo per accogliervi nel migliore dei modi.
il Teatro dei Vampiri riapre finalmente i battenti.
La Casa di Tespi ha ripreso la stagione degli spettacoli, se siete curiosi potrete ammirarla in tutto il suo rinnovato splendore su

LestatTheVampire
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12:20
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Categoria:
vampire chronicles, nuove cronache

sabato, 21 aprile 2007
" I cambiamenti sul suo volto erano troppo sottili per descriverli. Non mi faceva piacere vedere la profondità dei suoi sentimenti. Non era da lei." ( TVL, Anne Rice)

LestatTheVampire
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14:27
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aestheticism, vampire chronicles

mercoledì, 18 aprile 2007
Talvolta la vita si diverte ad offrirti una seconda opportunità, servita su un piatto d'argento. Si tratta di un evento così raro, a mio giudizio, che bisogna approfittarne immediatamente, senza stare a perdersi in complesse quanto inutili elucubrazioni filosofiche sui concetti di predestinazione e tyche.
Sette mesi prima ero stato inviato di tutta fretta a Parigi da un allarmatissimo Garrett, coll'incarico di indagare su alcuni episodi inquietanti che per settimane avevano riempito di sè le pagine della cronaca cittadina su tutti i giornali. Simboli esoterici tracciati sulle lapidi di Père Lachaise, accompagnati da tracce ematiche umane ed animali, sembravano indicare la recrudescenza di fenomeni di satanismo, ma quel che i giornali ed il grande pubblico non avrebbero mai saputo era che la notte del 15 di marzo, all'interno di una cripta del cimitero, era stato rinvenuto un cadavere, decapitato e con uno squarcio profondo sul torace, dal quale era stato estratto il cuore. Un omicidio rituale, sufficientemente raccapricciante di per sé, ma c'era un altro particolare che aveva indotto gli investigatori ad interpellare il Talamasca: durante l'autopsia era emerso che il corpo presentava delle anomalie. Anomalie che la scienza ufficiale non riusciva a spiegare.
Una sola occhiata mi era stata sufficiente per comprendere che mi trovavo davanti ad un vampiro. Di creazione molto recente, con ogni probabilità. Era stato torturato a lungo prima di essere ucciso, e la sua pelle era coperta di scritte tatuate a fuoco. In accadico. Una formula evocativa, a quanto pareva, una preghiera propiziatoria rivolta al Signore Oscuro, Sovrano di tutti i Demoni.
Arrivare a lei non fu difficile. Del resto non faceva nulla per nascondersi, essendo praticamente invulnerabile. Era la prima volta che mi trovavo al cospetto di una creatura simile, un'immortale che doveva la sua persistenza in vita ad un incantesimo. Non una non morta nel senso classico del termine, come i vampiri. Lei non aveva vai valicato le frontiere della morte, non aveva ceduto e ricevuto sangue.
L'avevo seguita a debita distanza, per giorni, mettendo prudentemente in atto tutte le accortezze tecniche in mio possesso perchè non si accorgesse di me. Ma schermare il pensiero era stato inutile, come pure recitare i mantra protettivi che mi erano stati insegnati alla scuola del TCS. Si era voltata verso di me, con la lentezza aggraziata di una mantide, e mi aveva sorriso. Un sorriso di scherno, quasi velato, che mi aveva fatto accapponare la pelle. La tenebra dentro di lei era così fitta da risultare quasi soffocante. Ero arretrato, soggiogato dal verde liquido dei suoi occhi che sembravano illuminarsi di scintille. Lo stesso sguardo di una tigre, diretto e sfrontato.
Infine si era rivolta a me in una lingua morta ormai da migliaia di anni, la stessa delle scritte sul cadavere mutilato del vampiro.
"Non sfidarmi, Kostja" aveva sussurrato, con uno strano accento gutturale. La sua voce suonò polverosa e profonda, come se provenisse da distanze lontanissime.
Tuttavia, c'è in me qualcosa che neanche lei si aspettava: la capacità di rubare immagini dalla mente con velocità fulminea.
Captai il riflesso dei suoi pensieri nelle pupille: un volto, un nome.
Lestat De Lioncourt, il vampiro.
Il maledetto vampiro che diversi anni prima avevo sorpreso all'interno della Casa Madre del Talamasca, a Londra. Che si era beffato di me. Che mi era sfuggito.
Casualmente si trovava a Parigi anche lui, dunque...
Ho proprio ragione: talvolta la vita si diverte ad offrirti una seconda opportunità, servita su un piatto d'argento.

CombatSection
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19:41
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nuove cronache, 2 fiction talamasca

domenica, 15 aprile 2007
Masquerade Grotesque Dove Louis fa la peggiore delle figure, Armand sembra una fanciulla al catechismo e Marius fatica a comprendere i latinismi. 0.32.23 Lestat de Lioncourt partecipa ora alla conversazione.
+fanfiction-chat comica a puntate.Molto comica+
A grande richiesta, la seconda parte dell'avvenimento grottesco più gustoso.
Le notti in compagnia di individui più che discutibili continuano.
Magnifique.
A voi il resto del primo, delizioso incontro. Che non sia da meno del primo assaggio, miei splendidi.
II parte
All'arrivo di Lestat, gli animi si accendono. Come sempre.
0.32.29 Nicolas : Ecco
0.32.35 louis : lestat...
0.32.36 Nicolas : Ora ci siamo tutti
0.32.36 Erick de Lioncourt-Lenfent : Padre!
0.32.38 louis : quanto tempo
0.32.40 Armand : Buona sera,Lestat
0.32.45 Erick de Lioncourt-Lenfent <scatta in piedi e corre da Lestat>
0.32.53 Lestat de Lioncourt : Sigori. Mi aspettavate?
0.33.01 Armand : Proprio al completo...
0.33.05 Marius de Romanus : Buona sera Lestat
0.33.18 Lestat de Lioncourt : A voi.
0.33.21 Nicolas : Amour...
0.33.25 louis : non ho avuto un buon padre io...
0.33.26 louis come voi eric. l'amore donato a voi
0.33.39 Armand : Maestro,credevo foste sparito...
0.33.43 Marius de Romanus : No sono qui Amadeo
0.33.54 Lestat de Lioncourt : Tresor, eccomi.
0.34.09 Nicolas <getta le braccia al collo di Lestat e lo bacia sulla bocca>
0.34.15 louis : spiegate mon chèr lestat a nicolas il vostro amore per me
0.34.29 louis : se esiste ancora
0.34.33 Lestat de Lioncourt : Louis, da quando mi dai del voi?
0.34.39 Lestat de Lioncourt : Ci avessi pensato secoli fa, cher!
0.34.45 louis : da quando
0.34.47 Erick de Lioncourt-Lenfent Marius : <tossisce per richiamare l' attenzione dei padri e poter salutare Lestat>
0.34.48 louis : il mio cuore ha smesso di amarvi e ora vi vedo
0.35.03 louis : come un qualsiasi vampiro
0.35.04 Lestat de Lioncourt : Louis, Louis, Louis! Sempre così attaccato al passato, n'est ce pas?
0.35.14 Lestat de Lioncourt : Erick, cherì. / saluta Erick
0.35.23 Erick de Lioncourt-Lenfent : <Sorride, felice> Grazie
0.35.31 louis : un vampiro incapace di crearne un'altro
0.35.46 Lestat de Lioncourt : Oui? Mi vedi come un qualsiasi vampiro incapace di crearne un'altro?
0.35.50 Erick de Lioncourt-Lenfent : o__O ed io che sono?
0.35.54 louis : si. vergognatevi
0.36.07 Lestat de Lioncourt : Eppure mi pareva avessi avuto bisogno del MIO aiuto per creare Merrick, cher.
0.36.11 louis : avete creato un piccolo mostro creando claudia a vostra immagine e somiglianza
0.36.26 Lestat de Lioncourt : Erick, tresor, non sei affatto un piccolo Mostro. E Claudia l'ho sempre amata.
0.36.36 louis : volevate un vostro burattino da manipolare come volevate
0.36.42 Nicolas : Mon Dieu...
0.36.43 Erick de Lioncourt-Lenfent : <abbraccia Lestat, grato>
0.36.54 louis : come non potevate fare con me
0.36.59 Lestat de Lioncourt : E Tra l'altro, Louis, dicevi di amarla anche tu, se non sbaglio
0.37.01 louis : io non uccido per piacere come voi monsieur
0.37.16 Lestat de Lioncourt : Io sì. ^^
0.37.22 Nicolas <sospiro più forte>
0.37.28 louis : amavo il suo modo di essere donna e bambina allostessomodo una donna
0.37.44 Nicolas : Mah...
0.37.45 louis : CHE NON SRAà MAI
0.37.47 Lestat de Lioncourt : Oh, capisco, Louis. Che meraviglia.
0.37.50 louis : grazie a voi...
0.38.11 Lestat de Lioncourt : Louis, TU l'hai dissanguata, devo ricordartelo? Io le ho dato una nuova vita. Come l'ho data a TE.
0.38.41 Nicolas : E a me
0.38.43 Lestat de Lioncourt : Che per TRE volte hai cercato di uccidermi, sacre bleu!
0.38.50 Armand : Un pò diversa come vita non ti pare,Lestat?
0.38.53 Lestat de Lioncourt : Oui, amour. A toi.
0.38.55 louis : dovevi ucciderla. Era troppo piccola....
0.39.03 Lestat de Lioncourt : Armand, mi fai delle prediche proprio tu?
0.39.08 louis : non dargli la dannazione eterna non ha mai accettato di essere quello che è
0.39.17 Lestat de Lioncourt : Mon Dieu, Armand! Le hai staccato la testa e l'hai ricucita su un corpo adulto!
0.39.30 Erick de Lioncourt-Lenfent : <Prende la mano di Nicolas e di Lestat> Scusatemi, mi dispiace interrompervi, ma sebbene abbia davanti l' eternità, tempus fugit. Ho fame, non ho ancora cacciato, ed il mio cherubino mi aspetta... Arrivederci. E' stato...un piacere, si... <Bacia i padri e si allontana> 0.39.50 Lestat de Lioncourt : A bientot, petit.
0.39.50 Nicolas : Au revoir, petit ange...
0.39.51 Armand : Il suo desiderio,essere una donna,anche solo per un attimo..
0.40.04 Lestat de Lioncourt : Armand, anche tu hai desiderato essere donna? ^^ Da come ne parli...
0.40.11 Marius de Romanus : Lestat non attaccare Amadeo ciò che ha fatto lo ha fatto seguendo un istinto che ora non ha più dustutto dagli anni buii della Congrega ha commesso tanti errori devi perdonarlo
0.40.17 Armand : Buona caccia..Erick
0.40.20 Marius de Romanus : non incolparlo
0.40.24 Lestat de Lioncourt : Marius, cher...
0.40.26 Erick de Lioncourt-Lenfent : Merci
0.40.41 Lestat de Lioncourt : Il cherubino ha oltre mezzo secolo. E' capace di badare a se stesso, n'est ce pas?
0.40.41 Armand : Lestat,vuoi diventarci tu,Donna?
0.40.47 Lestat de Lioncourt : Oui? Che fai, nel caso?
0.40.48 Nicolas : Insomma, qui è tutta un'assoluzione tranne che a me e Les?
0.40.49 louis : si
0.40.51 Erick de Lioncourt-Lenfent : Armand, Marius, Louis, arrivederci. <Un bacio soffiato verso Nicki e Les>
0.41.04 louis : au revoir mon frere
0.41.04 Marius de Romanus : Arrivederci Erick
0.41.12 louis : alla procaine
0.41.12 Nicolas <abbraccia Erick e lo bacia sulle guance>
0.41.15 Armand : Arrivederci..
0.41.16 Lestat de Lioncourt : A domani, Erick, cherì.
0.41.23 Erick de Lioncourt-Lenfent <sorride>
0.41.26 Lestat de Lioncourt <lo bacia a sua volta>
0.41.32 louis: armand è più vampiro di voi lestat
0.41.46 Erick de Lioncourt-Lenfent ha abbandonato la conversazione.
1.00.25 louis: ero innamorato
1.00.29 Lestat de Lioncourt : E io di Nicki.
1.00.45 Nicolas : Oh... Giusto in tempo...
1.01.37 Armand : Maestro,potremmo anche andarcene,non facciamo parte di questa discussione.....un Bacio,solo per voi..
1.01.55 Lestat de Lioncourt : Mais non, amadeo. Armand, scusa.
1.02.00 Marius de Romanus : Ti ribacio mio amore ma temo di non voler abbandonare Louis
1.02.04 Lestat de Lioncourt : Dove vai, proprio ora?
1.02.17 Nicolas : Che dicevi di bello, Lou?
1.02.33 Lestat de Lioncourt : Marius, cher! Non lo mangio mica!
1.02.34 Marius de Romanus Nulla un discorso vecchio
1.02.49 louis : cose che riguardano esclusivamente il passato
1.02.56 louis: tra me e lestat
1.02.58 Armand : Bene,Maestro,se il vostro desiderio è quello di rimanere...
1.02.59 louis : tutto qui
1.03.04 Lestat de Lioncourt : Tutto qui. Chiariti, Lou?
1.03.13 louis: miei cari vi debbo lasciare. Marius de Romanus non so voi
1.03.25 Armand : Lestat,le scarramuccie tra te e Louis,non mi interessano e lo sai..
1.03.27 louis : ma io ho fame
1.03.30 Nicolas : Peccato...
1.03.31 Lestat de Lioncourt : Mon Dieu! Getti il sasso e ritiri la mano?
1.03.32 louis : e non vivo solo di topi
1.03.34 louis : ahahahah
1.03.42 Lestat de Lioncourt : Finalmente hai cambiato menù.
1.03.45 louis : voi non cenate mai?
1.03.51 Lestat de Lioncourt : Già fatto.
1.03.57 Nicolas : Noi abbiamo già fatto
1.03.59 Lestat de Lioncourt: Dopo la mezzanotte ci dedichiamo ad altro. Non, Amour?
1.04.04 Nicolas : Già.
1.04.17 louis : io ora andò a cercare una bella creola
1.04.29 Nicolas : Buon appetito
1.04.33 louis : e poi a fare un alunga passeggiata . merci . a bien tot alors
1.04.55 Lestat de Lioncourt : louis Creoli... ti fossero piaciuti quando c'erano! Babette era deliziosa! A bientot, Lou.
1.05.16 Armand : A domani,Louis....
1.05.27 louis : una la troveò sicuro
1.05.31 Nicolas : Lestat, lascia che ognuno gradisca il cibo che gli si addice
1.05.35 louis : alla procaine
1.05.43 Lestat de Lioncourt : con l'h, Louis.
1.05.45 louis : e un bacio al vostro pargolo
1.05.58 Nicolas <azzanna il collo di Lestat e beve avide sorsate>
1.06.08 louis : oui ma ieri è stata una sera molto movimentata e ho dormito in un cimitero percui la tastiera mi sfugge adieu
1.06.40 Marius de Romanus Lestat : Buona caccia Louis
1.06.46 louis : merci
1.06.47 Lestat de Lioncourt : A presto, cher.
1.06.53 louis : salut
1.06.56 Lestat de Lioncourt : E non solo topi, oui?
1.06.59 Nicolas <saluta con un cenno della mano mentre beve dalla giugulare>
1.06.59 Lestat de Lioncourt : Mi raccomando!
1.07.04 louis : no mon chèr slurp ahahaha
1.07.20 Lestat de Lioncourt <offrendo il collo e stringendo Nicki >
1.07.29 louis ha abbandonato la conversazione.
Per una maggiore fruibilità volevo ricordarvi che nè io nè Nicolas nè Erick conoscevamo il magifico trio, prima di questa loro accattivante presentazione.

LestatTheVampire
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14:01
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jeu , 3 fiction masquerade grotesque

sabato, 14 aprile 2007
In Alvernia lo chiamavano il Male della Morte. Questa assurda sensazione la consapevolezza che non saprò mai nulla. Se non troppo tardi.
L'assenza suprema di coscienza. Il nulla.
Non mi rassegno.
Non mi rassegnavo da mortale, quando piangevo e artigliando le zolle nere del posto delle streghe e Nicki suonava per me melodie splendide e strazianti, per alleviare il mio dolore. E il suo.

LestatTheVampire
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19:54
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aestheticism

mercoledì, 11 aprile 2007
Giaccio da solo nella casa silenziosa, la lampada è spenta, e stendo pian piano le mie mani per afferrare le tue, e lentamente spingo la mia fervente bocca verso di te e bacio me fino a stancarmi e ferirmi - e all'improvviso son sveglio, ed intorno a me la fredda notte tace, luccica nella finestra una limpida stella- o tu, dove sono i tuoi capelli biondi, dov'è la tua dolce bocca? Ora bevo in ogni piacere la sofferenza e veleno in ogni vino; mai avrei immaginato che fosse tanto amaro essere solo essere solo e senza di te! ( Federico Garcia Lorca )

violinistafolle
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nicolas, amour, attraversolestat

martedì, 10 aprile 2007
Non avevo avuto tempo di dire nulla riguardo quello che mi era capitato a Saint-Denis. Ma l’odore di Janusz mi aveva raggiunto come un veleno malevolo. E vedere quel libro tra le mani di Nicolas era stato un pugno nello stomaco. Nicki mi aveva parlato del Principe Felice, dono che Janusz gli aveva fatto durante gli anni trascorsi insieme a Londra. Ma anche perché troppo aveva osato: ricordavo quel libro perché Nicolas me lo aveva già mostrato una volta. Avevo creduto, fino a che non lo avevo rivisto, che fosse bruciato nell’incendio. Lo stesso incendio appiccato da Janusz alla villa di Roma. Lo stesso incendio in cui Nicki era bruciato. “Che fegato, quel maledetto figlio di puttana!” ringhiai e Nicki si girò, sussultando. Quello che mi faceva uscire dai gangheri era non potergli dire nulla. Non potergli ricordare niente. Non ciò che l’aveva ucciso. Non che Janusz, prima di appiccare le fiamme che l’ avevano incenerito, aveva trovato il tempo e il modo di mettere in salvo un fottuto mucchietto di pagine inchiostrate. Dovevo essere davvero fuori di me, mon Dieu. Io adoravo Oscar Wilde. Mi avvicinai alla finestra e attirai Nicki a me, stringendolo in un abbraccio feroce e premendoci entrambi contro il davanzale. Volevo dirgli tante cose e non riuscivo a parlare. Bisbigliai al suo orecchio qualche insensatezza, credo, e lo strinsi al petto con più forza. Speravo che il mio gesto riuscisse a scusarmi meglio delle mie parole. Con la guancia premuta contro i suoi riccioli, lasciai lo sguardo spaziare sul boulevard. Ero ancora spaventato? Detestavo la paura. Sentirmi soverchiato dall’ignoto che non potevo comprendere o contrastare. Adesso che l’ira iniziava a defluire, rivivevo più chiaramente gli avvenimenti di inizio serata. Il vento corposo, oscuro. La mano invisibile che mi aveva accarezzato, gelida. La sensazione di non poter combattere né fuggire. Resistei all’impulso di indietreggiare e strinsi i denti, minaccioso, quando mi si parò davanti l’immagine di Magnus, come me lo ricordavo con i miei occhi da mortale. Bianco, mostruoso e diabolico. Magnus che veniva a rapirmi in quella stessa soffitta. Ci misi poco a rendermi conto che era stata solo una fantasia, un gioco di illusione. Le labbra serrate si trasformarono in un sogghigno di sfida, mentre stringevo meglio Nicki a me. Questa volta nessun Magnus avrebbe avuto la meglio su Lestat. Sul Vampiro Lestat.
Avevo detto a cose spiacevoli e me rendevo conto adesso.
Adesso che lo vedevo seduto alla finestra, composto e silenzioso come se non fosse successo niente. Eppure qualcosa era successo.
Ero furioso con Janusz. E non solo perché alimentava la mia gelosia con ogni gesto.
Seguii la curva della strada con un brivido. La notte sembrava più cupa, più fredda.
La finestra aperta su Parigi mi parve per un momento la cornice di un quadro maledetto: fu come tornare indietro nel tempo, una notte del secolo decimottavo.

LestatTheVampire
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22:01
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nuove cronache

Ricordati di me
In catene ho dettato queste parole al mio amico scrivano. Venite con me. Basta che mi ascoltiate. Non lasciatemi solo.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

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Bevi da me e vivrai per sempre
Il Vampiro Lestat
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E' il vampiro Lestat che vi parla. Voglio che per coloro che ancora non mi conoscono, questo sia amore a prima vista.
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C'est Moi

Eccomi: il vostro eroe per la durata del romanzo. Una perfetta imitazione di maschio anglosassone biondo, con gli occhi azzurri e alto più di un metro e ottanta. Sono orgoglioso, egocentrico, adoro l'attenzione altrui, voglio essere desiderato da Dio e dal diavolo. Voglio voglio voglio.
...mondi senza fine, Amen.
La grande danza cuore a cuore che avviene quando la vittima si indebolisce e io mi sento espandere, assimilo la morte che, per una frazione di secondo, sfolgora immensa come la vita.
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