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Web Ring ~ La Congrega degli Eloquenti


Forum ~ La Casa di Tespi

venerdì, 29 giugno 2007

 

Coprile il viso.
Abbaglia i miei occhi.
è morta giovane

LestatTheVampire
| 19:07 | commenti (38) | link  |
Categoria: poetry, amour

mercoledì, 27 giugno 2007

 

"Egli non indossava più la sua tunica dal colore scarlatto, poiché il sangue ed il vino sono rossi ed il sangue ed il vino erano sparsi sulle sue mani, quando lo trovarono assieme con la morta, quella povera donna ch'egli amava e che aveva uccisa nel suo letto."

Oscar Wilde, La ballata del Carcere di Reading

LestatTheVampire
| 18:25 | commenti (28) | link  |
Categoria: poetry, aestheticism

domenica, 24 giugno 2007

 

Ero eccitato perché era come avere recuperato qualcosa. Avere suonato per Nicki aveva in qualche modo fratturato qualcosa dentro di lui e adesso le sue dita agili si muovevano sullo strumento e l’archetto guizzava, come un tempo, con quell’abilità che aveva sorpreso mia madre, con quella passione che mi aveva fatto innamorare di lui ancor prima di vederlo.
Fu per quella sensazione di gioia febbricitante che mi decisi a compiere un passo delicato. Avevo la sensazione che avrei potuto fare qualunque cosa, in quelle notti, e Nicki avrebbe capito. Il Momento Aureo, che non passava.
Lo afferrai, poco dopo il suo risveglio, e premetti la sua schiena al mio petto. Tentò di girarsi per parlarmi ma lo fermai affondando le mani nei suoi capelli.

“Aspetta. Aspetta, non guardare”

Stringevo in una mano un medaglione antico. Era appartenuto a Nicolas. Ogni volta che lo stringevo, lo facevo conficcandomelo nel palmo. Ogni volta rivivevo la notte in cui

caddi a terra senza respiro, con le ginocchia sulle macerie ancora calde di cenere quando mi trovai davanti l'unica visione che avrebbe potuto annientarmi.
Rimasi lì davanti, le labbra socchiuse e gli occhi spalancati dall'orrore, le mani affondate nella cenere perché non osavo spingerle oltre.
Rimasi lì, con lacrime che mi bruciavano le palpebre come gocce del fuoco che ancora divorava la casa.
Rimasi lì, davanti ai resti carbonizzati di Nicolas.
Al suo medaglione diabolicamente intatto, che luccicava malevolo sul suo petto raggrinzito e nero.
Solo allora proruppi nel grido di dolore e rabbia più feroce che io abbia mai sputato verso il cielo.
Rimasì lì.
 

Imprecai silenziosamente. Non c’era più ragione per ritornare con la mente a quei giorni. Ora l’avevo tra le braccia e l’avevo per me.
Allacciai il medaglione al suo collo. Avrebbe ricordato a cosa serviva? Come e quando gli era appartenuto?
Di certo avrebbe avuto più potere e io lo volevo forte. Ancora di più dopo la sensazione di ineluttabile pericolo che mi aveva seguito a Saint-Denis.

LestatTheVampire
| 17:03 | commenti (41) | link  |
Categoria: nuove cronache

venerdì, 22 giugno 2007

 

"Si" dissi all'improvviso "Prendi il tuo violino e andiamo nella foresta, dove la musica non sveglierà nessuno.Vedremo se non esprime il bene"
"Sei pazzo" disse lui. Ma prese la bottiglia non ancora stappata e si avviò alla porta.
Lo seguii.


Quando uscì di casa con il suo violino, disse: "Andiamo nel luogo delle streghe. Guarda. C'è la mezza luna. La luce non manca. Eseguiremo la danza del diavolo e suoneremo per gli spiriti delle streghe."
Risi. Dovevo essere ubriaco per acconsentire. "Riconsacreremo quel posto." insistetti. "Con la musica buona e pura."

Scelti dalle Tenebre, Anne Rice

LestatTheVampire
| 16:38 | commenti (18) | link  |
Categoria: aestheticism, vampire chronicles

mercoledì, 20 giugno 2007

 

Si può dire che siamo scaturiti da un crepaccio
tra la fede e la disperazione

LestatTheVampire
| 16:50 | commenti (25) | link  |
Categoria: aestheticism, vampire chronicles

domenica, 17 giugno 2007

 

Un tocco di campane, in lontananza. L'unico suono che rompe questo silenzio irreale, pesante come una lapide.
C'è qualcosa in questa soffitta che mi leva il respiro, che mi imprigiona in una cappa d'angoscia. Un pensiero evanescente che serpeggia sulla soglia della coscienza senza concretizzarsi in un'immagine.
Da giorni, ormai, non riesco ad avvicinarmi al violino e suonarlo. Ogni volta che provo a sfiorare le corde con l'archetto il suono che ne traggo è come un lamento, una voce di pianto.

Un urlo che lacera la notte, facendola sanguinare.
- Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato? -

Chi grida queste parole?
Sono io?

Eppure ricordo con chiarezza lo spettacolo della luna sui tetti, il nostro arrancare sulle tegole, ubriachi ed incoscienti, in compagnia di una bottiglia di vino. Ricordo le risate soffocate, le proteste rauche dei vicini. Ricordo l'accanirsi puntiglioso su questioni filosofiche o politiche. Ed il Momento Aureo, sfavillante nella sua intensità intellettuale.

"Canta per me"
mi pregava Lestat, con la voce ammorbidita dall'alcool, l'alito tiepido a sfiorarmi l'orecchio come una carezza.
Ed io cantavo, accompagnandomi col violino.

Dors mon petit prince dors.
Cantavo - per cullare i suoi sogni, sulle note della berseuse di Mozart.

Dors mon petit prince dors.
Cantavo - per addormentare i mostri che ruggivano sul fondo dell'abisso.

Adesso invece è lui ad intonare per me quelle stesse parole.
Sui tetti, sotto la luna, come allora.
Mi chiama con un semplice sorriso. Un invito che non posso rifiutare.

Quando mi chiese "conosci l'estate?"
io per un giorno, per un momento,
corsi a vedere il colore del vento
( Fabrizio de Andrè )

violinistafolle
| 19:18 | commenti (15) | link  |
Categoria: nicolas, attraversolestat, nuove cronache

venerdì, 15 giugno 2007

 

Ti avevo promesso che avrei cantato ancora per te.
La stessa ninna nanna che intonai quel giorno nel Posto delle Streghe.
Io mantengo sempre le promesse.
Eccotela.

Berceuse - W.A. Mozart

Petit prince est au lit
Dans son nid l'oiseau s'est blotti
Et la rose et le souci
Là-bas vont dormir aussi
La lune qui brille aux cieux
Voit si tu fermes les yeux
La brise chante au dehors
 Dors mon petit prince dors
Oh dors, mon petit prince dors
Mon ange as-tu un désir
Toi qui n'as que joies et plaisir
De jouets tu peux changer
Tu as moutons et bergers
Tu as chevaux et soldats
Si tu dors et ne pleures pas
Tu auras d'autres trésors
 Dors mon petit prince dors
Oh dors, mon petit prince dors
Petit prince au réveil
Verra les présents du soleil
Ce seront de beaux habits
Brodés d'or et de rubis
La lune d'un fil d'argent
Avec un reflet changeant
En aura cousu les bords
Dors mon petit prince dors
Oh dors, mon petit prince dors

violinistafolle
| 15:16 | commenti (9) | link  |
Categoria: nicolas, amour, attraversolestat

giovedì, 14 giugno 2007

 

Erano diverse notti che Nicki non suonava più volentieri. Come se le forme dello stradivari lo turbassero e lo conturbassero insieme, e gli impedissero di creare la musica.
A volte lo vedevo, stagliato contro la finestra che riempiva la soffitta di vento tiepido e di foglie, strappate dai rami più alti e fragili dei tigli del boulevard. Spingeva avanti le mani, verso la mensola di mogano, quando pensava che non lo vedessi, come se venisse tentato e non potesse fare nulla per cedere: rimaneva bloccato, a guardare lo strumento, mordendosi il labbro inferiore. Era come quando litigavamo, in quella stessa soffitta, mortali, e lui restava giorni interi chiuso in se stesso, la bella bocca imbronciata a tirare i baci. Fissava la finestra e la pioggia, quella notte, quando afferrai il violino e dal davanzale balzai sul tetto, sorprendendolo. Sulle tegole scivolose guardai le luci calde di Parigi sotto di me e feci vibrare l’archetto sulle corde.
In breve il lamento dolce riempì l’aria, scivolando all’interno della soffitta, verso di lui.
Volevo che riconoscesse, che ricordasse almeno quella: la musica che aveva suonato per me per la prima volta al posto delle streghe. Che riempiva le notti alla locanda in Alvernia. Che mi suonava nelle sere a Parigi, dopo le prime al teatro di Renoid.
Volevo che la ricordasse e la suonasse ancora per me.
In un impennarsi del ritmo della sonata, piegai le ginocchia e il busto, sotto la pioggia che accompagnava le note lunghe.
Gli strizzai l’occhio vedendolo sporgersi dal davanzale. Lo invitai ad unirsi a me.

LestatTheVampire
| 18:52 | commenti (11) | link  |
Categoria: nuove cronache

mercoledì, 13 giugno 2007

Appunti di viaggio e lettere sincere per sussurrarti: mi manchi 

Mio magnifico principe della notte,
spero che la mia missiva ti trovi in splendida forma, ammantato del porpureo bagliore che illumina la tua pelle dopo il più delizioso dei pasti. E voi ospiti di questo imprevedibile vampiro, come avete trascorso le ore e i giorni che hanno seguito il mio ultimo messaggio?
Per chi di voi si ponga la domanda, io sto bene e continuo il mio peregrinare da un capo all'altro del mondo affiancando un giovane guerrierio che proviene da un improbabile futuro alla ricerca del suo perduto amore scaraventato nel tempo da un incomprensibile sortilegio.
In questo peregrinare ho visitato una piccola cittadina ormai popolata solo da vecchi ai confini meridionali della Grecia. Avevo dimenticato la bellezza selvaggia dei paesini costruiti fra le rocce e avevo persino dimenticato di aver vissuto qui nel mio passato.
Mi sono casualmente imbattuta in un sublime tempio ormai in rovina in cui i turisti si fermano a scattare foto e a raschiare souvenir da mostrare con vanto agli amici, e solo guardandolo con maggiore attenzione l'ho riconosciuto come una delle mie vecchie dimore. Non che i resti conservassero memorie del mio passaggio, ma è stato il panorama a permettermi di riconoscerlo come casa.
Il mio giovane e aitante guerriero del futuro è rimasto sorpreso dinanzi alla scoperta chiedendomi da quanto tempo cammino in questo mondo. Una bella domanda, non trovate? Ma io che non sono nata e non sono cresciuta non ho una risposta concreta da fornire, così la mia risposta si limita ad un "da sempre".
Ma non è di me che voglio parlarvi, o meglio non solo. Bramo invece mettervi al corrente sul misterioso guerriero di cui ormai vi scrivo da tempo. Le sue labbra sono sigillate sugli eventi del futuro, ma non esiste sigillo che una donna non ami sciogiere.
Mi ha parlato della sua deliziosa compagna, questa donna talmente tanto magnifica da legare il suo cuore con un filo tanto saldo che il poveretto ha deciso di tornare nel passato pur di non perderla.
Sembra che costei in un'incarnazione precedente fosse un uomo, ma cosa ancora più sorprendente che la sua incarnazione precedente non è nel passato bensì nel futuro. Un vero guazzabuglio, uno dei caos spazio temporali tanti odiati da Livra e tanto cari a Lucifer.
L'enigma si infittisce, e la mia curiosità si espande.
Cercherò nuove notizie da condividere con voi e ancora una volta vi invito a raggiungere un luogo che tanto amo e che spero possiate amare anche voi.


Un bacio miei cari e un bacio particolare a te Lestat. Presto sarò a New Orleans e pretenderò che tu mi dedichi una notte intera.

Luceia

LexiaBlade
| 22:01 | commenti (1) | link  |
Categoria: luceia, attraversolestat

lunedì, 11 giugno 2007

A LESTAT, MIO COGNATO 

Non c’è pace, la sera,

perchè se fosse solo sole

forse non temerei la morte,

tra le torture la più dolce.

Ma non hanno ali, gli angeli

che lì possano portare in cielo,

ne sorriso che possa illuminare

questa notte che mi fa da tomba.

E forse chiederei al paradiso la grazia,

ma non importa:

lacererò queste nuvole con i miei artigli!

FRANCIS

FrancisBlacke
| 19:12 | commenti (15) | link  |
Categoria: poetry, attraversolestat

Ricordati di me

In catene ho dettato queste parole al mio amico scrivano. Venite con me. Basta che mi ascoltiate. Non lasciatemi solo.

Utente: LestatTheVampire
Nome: Lestat de Lioncourt

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