
Web Ring ~ La Congrega degli Eloquenti

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martedì, 24 luglio 2007
Inebriante. Attorno a noi gli invitati volteggiavano in vortici di colori e materiali preziosi: paesaggi di pietre e nastri. L’odore della carni nude, nascoste in quelle stoffe preziose alimentava gentilmente la mia fame.
Non riuscivo a trovare aggettivo più adatto per definire quel ballo in maschera. E inebriante era stato l’incontro con la dama che della Morte Rossa portava il costume. Quando si era staccata da me avevo sentito, in quell’audace bacio rabbioso, un’energia metallica e forte, come una corrente che si prepara all’inondazione. Non era umana come non lo ero io.
Solo quando si allontanò percepii quella sensazione familiare, ed era come se avesse tentato di nascondermela fino all’ultimo, fino a quando non le sarebbe stato impossibile celarla. Era il vento denso che mi aveva sorpreso a caccia poche notti prima. Era il vento denso del quartiere di Saint-Denis.
Nicki mi aveva raggiunto, affiancandomi. Lo cinsi con il braccio, facendolo aderire a me, affondando il viso nei suoi capelli. Aspirai grandi boccate del suo profumo, cercando di mettere ordine nelle mie idee. “Si prospettano notti movimentate, mon amour.”
Lo vidi seguire con lo sguardo la donna nella folla. Allo stesso modo cercai quello di Armand. Non lo trovai. Doveva essersi allontanato con Erick. Immobile e silenziosa, nel suo raso verde, anche Claudia puntava gli occhi azzurri sulla Morte Rossa.
Inebriante.
Mi mossi insieme a Nicki, intenzionato, per quella notte almeno che ci vedeva avvinti nella festa, ad offrirgli un banchetto al mio fianco. Avevo puntato nella folla un uomo robusto e giovane, perfetto per il caso, tra la musica che turbinava.
Scoppiai a ridere quando mi accorsi che, sotto la maschera in stile veneziano, c’era la vittima che seguivo da giorni, il mio uomo d’affari che ero abituato a vedere ancora in doppio petto nei locali più raffinati. Erano davvero tutti a quella festa, mon Dieu!
Lo lasciai andare, divertito. Ma prima lasciai che mi scorgesse, con chiarezza.
Ebbi la sensazione di sapere perché mi era tanto familiare: avevo già visto il suo sguardo a Londra, una notte di pioggia. E quel ricordo mi inquietava.
”Sembra che avremo davvero notti movimentate” sentii sussurrare da Nicki, notando la mia espressione. Sentii il sorriso morirmi sulle labbra ma lo trattenni. Festa e pericolo si fondevano.
Oh.
Inebriante.

LestatTheVampire
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12:07
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nuove cronache

martedì, 17 luglio 2007
"Ah, ma noi siamo demoni magnifici, no?" Anne Rice, Scelti dalle Tenebre
"I Cacciatori del Giardino Selvaggio" dissi.

LestatTheVampire
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15:47
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aestheticism, vampire chronicles

lunedì, 16 luglio 2007
Garcia Lorca
Qualcuno respira nella mia stanza. Guardo e vedo un ragazzo, tutto malinconico, vestito di bianco con un aspetto addolorato di efebo leggendario. "Non ti spaventare!" esclama muovendo le braccia "Non ti spaventare," mi dice "Sono il diavolo!" Oh magnifico diavolo diavolo diavolo, che meraviglia tutto vestito di bianco bianco bianco! "Io sono sempre stato un angelo, sono calunniato in tutti i racconti e nei dipinti. Mattias Grunewald e San Macario, Teniers e Antonio l'Eremita videro solamente falsi, spettri di rettili antichi e posso assicurarti che stavano sognando! Vado per le strade dei venti, ruminando la millenaria amarezza del mio fallimento e conosco il mito di Faust. Oh come mi hanno calunniato! Qui il mio castigo. Sono bianco e gli uomini mi vedono rosso. I demoni che sognano i tuoi fratelli sono essi stessi proiettati nei turpi paesaggi delle loro azioni. Sono cieco, non vedi? Dammi la mano. La mia lampada sta sempre agonizzando." Provo un'infinita pietà. Oh, diavolo diavolo diavolo, chi l'avrebbe detto che eri bianco bianco bianco? Brucia la farfalla nella lanterna e lo stesso cuore in quello di un altro. Dentri il vivo Sogno tu pensavi di crearlo. L'Eterno Vasaio ti ha buttato fuori dal suo stato troppo tardi: avevi già infuso nella sua argilla un amore senza possibilità di essere saziato ed il germe della scienza con il germe del pianto. Ti calunniano tutti i cristiani. Sono essi stessi il lor nemico Diavolo. Tu sei un angelo con troppo splendore per essere subordinato. Il più meraviglioso fallimento. Oh diavolo diavolo diavolo, chi l'avrebbe detto che eri bianco bianco bianco? Chi l'avrebbe detto che sei santo santo santo?

LestatTheVampire
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01:21
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poetry, aestheticism

giovedì, 12 luglio 2007
Un dono della splendida Lauchan. 
Un dono splendido che non potevo permettere non fosse ammirato da tutti.
Perdona il ritardo, ma cherie.

LestatTheVampire
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22:30
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doni e gioielli

domenica, 08 luglio 2007
"Fiore del Male" dissi a Lestat e fu come sfidarlo. Una dichiarazione di guerra nel rinfacciargli la sua vanità. Gli occhi gli brillarono di collera come due lame azzurre e parvero trafiggermi. Non mossi un muscolo nè distolsi lo sguardo. La tensione cresceva a dismisura e sembrava, poco a poco, ricolmare il teatro. Avevo paura. Sentivo la presenza sensuale e tangibile del suo compagno dietro il tendaggio.
Lestat era cambiato poco da come lo ricordavo. Gli sovrapponevo i ricordi in cui cantava per i viali le arie dell'opera con il bastone da passeggio e il cilindro sui capelli biondi. Era in una di quelle notti che avevo affinato il piano per ucciderlo.
E adesso era bello come allora, forse anche di più. Mi chiesi se lo volevo morto, di nuovo.
Non lo sapevo più, anche se era stato il mio unico obiettivo, la vendetta, da quando per un errore di Merrick ero tornata in vita. In vita...
All'improvviso la linea della sua bocca si addolcì, ingentilendo il viso. Sedette sulla poltroncina di fianco e mi guardò a lungo, prima di parlare. Non mi toccò mai, fino alla fine, quando spinse la mano ad afferrare una mia caviglia. Lo aveva sempre fatto, così. Aveva significato, in passato: "Va tutto bene, ma petite"
Gli raccontai di come avevo fatto a tornare. Con quell'incantesimo della strega dei Mayfair, voluto da Louis. Di come mi ero nascosta e di come avevo raggiunto Armand.
Volevo proseguire e dire che lo odiavo ancora, il mio bellissimo padre. he lo avrei ucciso di nuovo, in un modo o nell'altro.
Ma lui allungò la mano in quel modo, come un tempo, e afferrò la mia caviglia. "Va tutto bene, ma petite."
Allora non dissi niente, non quella notte.

PetiteClaudia
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23:46
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claudia, attraversolestat, nuove cronache

venerdì, 06 luglio 2007
Claudia era una presenza silenziosa che sempre più di frequente visitava il teatro. Lasciava Armand ed Erick al loro hotel e si spingeva in platea, da sola, o si arrampicava solitaria fino ai palchetti, usando la scala inetrna. Spesso giungeva prima di ogni altro.
Sapevo che era affascinata dal teatro. Era lì che era giunta insieme a Louis e aveva assistito al dispiegarsi del potere di Armand. Guardava quel luogo come non lo riconoscesse. Era come se avessi fatto spazzare via i suoi ricordi, insieme al vecchio. Non lo tollerava.
Guardava la giovane batterista, rimanendo inespressiva come una bambola, e il fratello di lei.
Guardava me che mi avvicinavo a Nicki, aderendo al suo corpo e sorprendendolo, avvolgendogli i fianchi, quando lui lasciava gemere l'archetto sul violino, permettendo alle note di sciogliersi in quelle del basso, più feroci.
Non l'avevo mai vista avvicinarsi ad Angelique e Arlequin, nè rivolgere loro la parola quando i gemelli cercavano di coinvolgerla, credendola bambina. Si limitava a sorridere. Un sorriso che si spegneva quando incontrava il mio.
Era l'unica manifestazione di sentimento che le avevo visto sul viso da quando mi era ricomparsa davanti per la prima volta dopo secoli, nel cimitero di Verano.
Se la sorpresa mi aveva annichilito, quella sera, adesso sentivo insinuarsi in me la curiosità e una sorta di gioia nostalgica, nel rivederla, insieme al rancore. Insieme ad una collera inspiegabile.
Affrontai la situazione dopo che i gemelli ebbero lasciato la stanza, per raggiungere il loro appartamento al secondo piano del palazzo sormontato dalla nostra soffitta, proprio sopra al teatro. Angelique era stata felice di stabilirsi lì, dopo il vagabondaggio dell'adolescenza. Ad Arlequin, lo vedevo, bastava restare con lei.
Nicki invece non si ritirò. Mi aspettò appena dietro la tenda rossa e pesante dell'ingresso, nell'ombra, quando io mi avvicinai a Claudia, con fermezza. Lo sentii accendersi una sigaretta.
Lei mi guardò con i grandi occhi gelidi. "Fleurs du mal" disse soltanto, argentina, lasciando che si potesse fraintendere il significato della sua affermazione. "Fiori del male."

LestatTheVampire
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18:34
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nuove cronache

Ricordati di me
In catene ho dettato queste parole al mio amico scrivano. Venite con me. Basta che mi ascoltiate. Non lasciatemi solo.
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Eccomi: il vostro eroe per la durata del romanzo. Una perfetta imitazione di maschio anglosassone biondo, con gli occhi azzurri e alto più di un metro e ottanta. Sono orgoglioso, egocentrico, adoro l'attenzione altrui, voglio essere desiderato da Dio e dal diavolo. Voglio voglio voglio.
...mondi senza fine, Amen.
La grande danza cuore a cuore che avviene quando la vittima si indebolisce e io mi sento espandere, assimilo la morte che, per una frazione di secondo, sfolgora immensa come la vita.
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